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Il regista bitontino Raffaello Fusaro alla scoperta della Tuscia Viterbese per un nuovo progetto filmografico

Il regista bitontino Raffaello Fusaro alla scoperta della Tuscia Viterbese per un nuovo progetto filmografico

Oltre al protagonista Ignazio Oliva, importante la partecipazione della violinista Marlene Prodigo dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia

Un racconto d’autore, pieno di poesia e ricco di colori profumosi di primavera. È il lavoro che il regista bitontino Raffaello Fusaro sta realizzando per mettere in luce – e quindi su grande schermo – il territorio della Tuscia viterbese.

Lo spot sarà realizzato grazie al supporto della Film Commission di Roma e Regione Lazio e gode di preziose collaborazioni: le immagini sono della produttrice Elda Ferri, che ha lavorato per il premio Oscar “La vita è Bella” di Benigni, con la collaborazione sia di “Op!en” che del sostegno Festival Caffeina”, con cui Fusaro lavora ormai da anni. Degna di nota è la partecipazione dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, tra le più antiche istituzioni musicali al mondo, grazie alla presenza della violinista Marlene Prodigo

Nel racconto cinematografico troveranno vita piazza San Lorenzo con il palazzo dei Papi, la sala Regia, le Terme dei Papi, grazie al percorso artistico, storico, musicale e letterario, intrapreso dal protagonista Ignazio Oliva, attore 47enne noto per film come “Diaz”, “Il venditore di medicine”, “Io ballo da sola” e a breve sarà nuovamente nel cast della serie “The young Pope” di Sorrentino.

L’obiettivo, dopo la realizzazione dello spot, è «far diventare questo racconto  un film che rivelerà una parte dell’Italia unica, mostrandone le unicità in modo innovativo e contemporaneo. La luce e il silenzio, l’ascolto e lo sguardo: sono questi sensi che ci stanno guidando il nostro viaggio all’interno della regione. Solo ripartendo dall’intelletto e dall’interpretazione dei luoghi che abitiamo oggi si può immaginare un futuro», spiega Fusaro.

Il regista bitontino, tra l’altro, non è nuovo a questo tipo di racconti sensoriali partiti dalle sue “Le favole iniziano a Cabras”, sulla Sardegna più sconosciuta e meno patinata.

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ARTICOLO DA BITONTO